DOP e IGP italiane ed europee sotto scacco dopo il trattato USA-Argentina: perché un marchio registrato può fare la differenza. Il caso PANISCIA®
La recente firma dell’accordo commerciale bilaterale ARTI (Agreement on Reciprocal Trade and Investment) tra Stati Uniti e Argentina ha riacceso il dibattito internazionale sulla tutela delle denominazioni agroalimentari europee. Secondo numerose organizzazioni del settore, l’intesa potrebbe favorire ulteriormente il fenomeno dell’Italian Sounding, consentendo l’utilizzo di alcuni nomi considerati “generici” nel mercato argentino, con possibili effetti sulle tutele riconosciute a molte Indicazioni Geografiche europee. (Fondazione Qualivita)
Un patrimonio da difendere
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti DOP e IGP. Dietro ogni denominazione non esiste soltanto una ricetta, ma un patrimonio fatto di territorio, tradizioni, disciplinari produttivi e valore economico.
Il nuovo scenario commerciale, tuttavia, dimostra come la tutela internazionale delle Indicazioni Geografiche possa essere messa alla prova quando accordi bilaterali adottano criteri differenti rispetto al modello europeo. Alcune denominazioni storiche rischiano infatti di essere considerate termini di uso comune in determinati mercati, favorendo prodotti che richiamano l’Italia senza possederne origine e caratteristiche autentiche. (Fondazione Qualivita)
L’Italian Sounding continua a crescere
Il fenomeno dell’Italian Sounding vale decine di miliardi di euro ogni anno e rappresenta uno dei principali concorrenti del vero Made in Italy agroalimentare. Prodotti che evocano l’Italia attraverso nomi, colori e immagini finiscono spesso per sottrarre quote di mercato ai produttori autentici.
Accordi commerciali come quello tra Stati Uniti e Argentina rischiano di rendere ancora più complesso il contrasto a queste imitazioni in alcuni mercati internazionali. (Origin Italia)
Il caso PANISCIA®: la forza di un marchio registrato
In questo contesto assume particolare rilievo il caso del marchio PANISCIA®, registrato in Italia nel 2017.
Pur non essendo una DOP o una IGP, la registrazione del marchio commerciale rappresenta uno strumento giuridico distinto che consente al titolare di tutelare il segno registrato nei limiti previsti dalla normativa sui marchi.
La registrazione antecedente offre quindi una base importante per lo sviluppo del brand, delle attività commerciali, del merchandising e di future iniziative imprenditoriali legate al nome PANISCIA®, indipendentemente dal diverso regime giuridico previsto per le Indicazioni Geografiche.
È importante precisare che la tutela di un marchio registrato e quella di una DOP o IGP rispondono a discipline differenti e producono effetti giuridici diversi, ma possono rappresentare strumenti complementari nella valorizzazione di un prodotto e della sua identità territoriale.
Guardare al futuro
L’evoluzione del commercio internazionale dimostra che la valorizzazione delle eccellenze italiane richiede oggi una strategia articolata:
- tutela delle Indicazioni Geografiche;
- registrazione dei marchi;
- investimenti nella comunicazione del territorio;
- internazionalizzazione dei brand;
- difesa della proprietà intellettuale.
La storia insegna che anticipare i tempi può rappresentare un vantaggio competitivo. La registrazione del marchio PANISCIA® nel 2017 va letta proprio in questa prospettiva: costruire un’identità commerciale forte per uno dei piatti simbolo della tradizione gastronomica novarese, in un contesto internazionale sempre più competitivo.
La sfida dei prossimi anni sarà continuare a proteggere il patrimonio agroalimentare italiano attraverso strumenti giuridici, culturali e commerciali capaci di valorizzare l’autenticità del Made in Italy nel mondo.
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