USA: Parmesan, Gorgonzola, Mozzarella, Asiago e Fontina diventano nomi comuni. Perché il marchio registrato PANISCIA può fare la differenza
Negli Stati Uniti il fenomeno dell’Italian Sounding continua a crescere e rischia di intensificarsi ulteriormente con l’introduzione di nuovi dazi e con le tensioni commerciali internazionali. Per aggirare gli ostacoli all’importazione dei prodotti autenticamente italiani, molte aziende americane puntano sempre di più sulla produzione locale utilizzando nomi che richiamano l’Italia.
Così sugli scaffali statunitensi è facile trovare prodotti chiamati Parmesan, Gorgonzola, Mozzarella, Asiago e Fontina, realizzati negli Stati Uniti e commercializzati con immagini, colori e richiami che evocano il Made in Italy, pur non avendo alcun legame con i territori di origine italiani.
Per i produttori italiani si tratta di un danno economico enorme. Il consumatore americano, spesso in buona fede, ritiene di acquistare un prodotto italiano, mentre in realtà compra un alimento prodotto localmente che sfrutta la notorietà della tradizione gastronomica italiana.
Questo fenomeno sottrae quote di mercato alle aziende italiane, riduce il valore delle autentiche produzioni DOP e alimenta un mercato miliardario fondato sulla reputazione costruita in decenni dal Made in Italy.
In questo scenario assume particolare interesse il caso del marchio PANISCIA, registrato presso l’UIBM nel 2017 da Gianfranco Quartaroli.
La registrazione del marchio rappresenta infatti un diritto di proprietà industriale autonomo. Pur essendo diverso dalle tutele previste per le denominazioni DOP o IGP, un marchio registrato attribuisce al titolare diritti esclusivi nelle classi merceologiche per cui è stato concesso.
La scelta di registrare PANISCIA già nel 2017 dimostra una visione strategica orientata alla protezione del nome prima che il mercato internazionale potesse evolvere ulteriormente. Oggi, mentre negli Stati Uniti aumenta la diffusione di prodotti che utilizzano nomi italiani divenuti di uso comune in quel mercato, disporre di un marchio registrato rappresenta un importante elemento di valorizzazione commerciale e di tutela del brand.
Naturalmente il marchio registrato non elimina automaticamente ogni rischio di utilizzi impropri all’estero, ma costituisce uno strumento giuridico concreto che può rafforzare la posizione del titolare nelle attività di licensing, sviluppo commerciale e, ove ne ricorrano i presupposti, nella difesa dei propri diritti.
In un’epoca in cui il valore dei nomi italiani è sempre più elevato e il fenomeno dell’Italian Sounding continua a crescere, investire tempestivamente nella proprietà industriale può rivelarsi una scelta strategica. La registrazione del marchio PANISCIA nel 2017 testimonia proprio questa visione: trasformare il nome di un piatto tipico in un vero e proprio asset aziendale, capace di acquisire valore nel tempo.
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