A cosa serve registrare come marchio un piatto tipico? Il valore strategico del marchio PANISCIA®

Nel panorama del Made in Italy, la tutela della proprietà industriale sta assumendo un ruolo sempre più importante. Non sono soltanto le grandi aziende a registrare i propri marchi: oggi anche un piatto tipico può diventare un vero e proprio brand, capace di generare valore economico, culturale e commerciale.



È il caso di PANISCIA®, il tradizionale piatto della cucina novarese, registrato come marchio presso l’UIBM (Ufficio Italiano Brevetti e Marchi) nel 2017.

Perché registrare il nome di un piatto tipico?

Registrare un marchio significa ottenere un diritto esclusivo sull’utilizzo di quel segno distintivo per le classi merceologiche coperte dalla registrazione. Questo permette al titolare di costruire un’identità commerciale forte e di difendersi, nei limiti previsti dalla legge, da utilizzi non autorizzati o potenzialmente confondibili.

In un mercato globale dove il fenomeno dell’Italian Sounding genera ogni anno miliardi di euro di prodotti che richiamano l’Italia senza esserlo realmente, possedere un marchio registrato rappresenta un importante strumento di tutela.

Un patrimonio che acquista valore nel tempo

Un marchio registrato non è soltanto una protezione giuridica, ma anche un vero asset aziendale.

Con il passare degli anni può aumentare il proprio valore grazie a:

  • notorietà del brand;
  • investimenti in comunicazione;
  • presenza sul mercato;
  • sviluppo di nuovi prodotti;
  • accordi commerciali e licenze.

Proprio come accade ai grandi marchi dell’agroalimentare, anche un marchio legato a un piatto tipico può diventare un patrimonio immateriale di grande importanza.

Dalla ricetta al brand

Uno degli aspetti più interessanti riguarda la possibilità di sviluppare una vera famiglia di prodotti.

Un marchio come PANISCIA® potrebbe identificare, ad esempio:

  • pasta fresca;
  • ravioli;
  • gnocchi;
  • sughi;
  • preparati pronti;
  • riso selezionato;
  • biscotti;
  • tisane;
  • profumi ispirati al territorio;
  • merchandising;
  • format di ristorazione;
  • negozi monomarca.

In questo modo il nome del piatto tipico diventa un marchio capace di raccontare un intero territorio.

Un valido supporto contro l’Italian Sounding

Sebbene nessun marchio possa impedire qualsiasi utilizzo di un termine in ogni circostanza, una registrazione conferisce al titolare strumenti giuridici importanti per intervenire quando ricorrono i presupposti di legge contro usi non autorizzati o confondibili.

Questo è particolarmente significativo in un’epoca in cui il Made in Italy è sempre più esposto a imitazioni e richiami commerciali.

Un possibile alleato di future certificazioni

La registrazione di un marchio commerciale è diversa da una certificazione DOP o IGP, ma le due forme di tutela possono convivere se compatibili con la normativa.

Il marchio tutela l’identità commerciale del brand, mentre una futura indicazione geografica protegge il legame del prodotto con il territorio e con il disciplinare produttivo.

Si tratta quindi di strumenti differenti ma potenzialmente complementari.

PANISCIA®: una scelta lungimirante

La registrazione del marchio PANISCIA® presso l’UIBM nel 2017 rappresenta una scelta strategica che guarda al futuro.

Non significa soltanto proteggere un nome, ma costruire nel tempo un progetto imprenditoriale capace di valorizzare la tradizione gastronomica novarese attraverso innovazione, comunicazione, sviluppo commerciale e promozione del Made in Italy.

Ogni grande marchio nasce da un’idea. Quando quell’idea affonda le proprie radici nella storia e nella cultura di un territorio, può trasformarsi in un simbolo riconosciuto e apprezzato anche oltre i confini nazionali.

PANISCIA® è l’esempio di come un piatto tipico possa evolversi da semplice ricetta della tradizione a marchio capace di creare valore, identità e opportunità per il territorio.


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