Italian Sounding: altri 2 miliardi di euro di danni agli agricoltori. Perché registrare un marchio come PANISCIA diventa una scelta strategica

L’Italian Sounding continua a rappresentare una delle principali minacce per il patrimonio agroalimentare italiano. Alle tradizionali imitazioni dei prodotti Made in Italy realizzate all’estero, si aggiunge oggi un fenomeno ancora più insidioso che, secondo un’analisi diffusa da Coldiretti in occasione del Summer Fancy Food di New York, comporterebbe una perdita di circa 2 miliardi di euro per gli agricoltori italiani, che si sommano ai circa 40 miliardi di euro di prodotti “Italian Sounding” commercializzati negli Stati Uniti. (agricolae.eu)



Che cos’è l’Italian Sounding?

Con il termine Italian Sounding si indicano quei prodotti che richiamano l’Italia attraverso nomi, colori, immagini, confezioni o riferimenti geografici, senza essere realmente italiani. In molti casi non si tratta di vera contraffazione, ma di prodotti che sfruttano la reputazione della cucina italiana per conquistare il consumatore. (amp.tgcom24.mediaset.it)

Oggi il fenomeno riguarda formaggi, salumi, vini, conserve, pasta e moltissimi altri alimenti che evocano il Made in Italy pur essendo prodotti altrove.

Il nuovo fronte: l’Italian Sounding “interno”

Secondo Coldiretti, oltre alle imitazioni estere esiste un problema ancora meno conosciuto: prodotti ottenuti utilizzando materie prime straniere che, grazie ad alcune regole sulla trasformazione alimentare, possono essere commercializzati come italiani dopo specifiche lavorazioni. Questo meccanismo, sempre secondo l’organizzazione agricola, comporterebbe un danno stimato di circa 2 miliardi di euro l’anno per gli agricoltori italiani. (agricolae.eu)

La forza della registrazione di un marchio

In questo scenario diventa sempre più importante investire nella tutela della proprietà industriale.

Un marchio registrato rappresenta infatti uno strumento giuridico fondamentale per distinguere un prodotto autentico, costruire un’identità riconoscibile e difendere il proprio progetto commerciale da utilizzi non autorizzati del segno distintivo.

Naturalmente, la registrazione del marchio non elimina il fenomeno dell’Italian Sounding, ma può offrire una tutela importante contro usi illeciti del marchio registrato nei territori in cui esso è protetto.

PANISCIA: un esempio di valorizzazione del territorio

In questo contesto assume particolare rilievo il caso di PANISCIA, marchio registrato fin dal 2017.

La registrazione del marchio rappresenta una scelta di valorizzazione di uno dei piatti simbolo della tradizione novarese, creando una base giuridica sulla quale sviluppare nuovi progetti imprenditoriali, prodotti alimentari, merchandising, iniziative promozionali e format commerciali.

L’obiettivo non è soltanto proteggere un nome, ma costruire nel tempo un vero e proprio brand capace di raccontare il territorio e la sua cultura gastronomica.

Guardare al futuro

L’interesse crescente verso il Made in Italy dimostra quanto il valore delle eccellenze italiane sia riconosciuto nel mondo. Proprio per questo diventa sempre più importante investire nella tutela dei marchi, nella qualità delle produzioni e nella costruzione di identità forti e riconoscibili.

Esperienze come quella di PANISCIA mostrano come un piatto della tradizione possa diventare anche un progetto di branding territoriale, contribuendo alla promozione della cultura gastronomica italiana nel rispetto delle regole della proprietà industriale.


Commenti