Quando si parla di identità territoriale, ogni simbolo racconta una storia.
Dopo il primo concept dell’Anello Chevalier della Paniscia Novarese, caratterizzato dal serpente araldico che forma la lettera “P” di Paniscia, il designer e imprenditore Gianfranco Quartaroli ha sviluppato una seconda interpretazione ancora più radicata nella tradizione delle campagne novaresi: la versione con la rana, autentica icona delle risaie.
| Concept design by Gianfranco Quartaroli |
Un gioiello che celebra il Novarese
L’idea alla base del progetto rimane la stessa: trasformare la Paniscia, piatto simbolo della provincia di Novara, in un oggetto prezioso capace di raccontare storia, cultura e appartenenza.
Realizzato come un classico chevalier in oro, l’anello raccoglie in un unico emblema gli elementi che da secoli caratterizzano il territorio:
- il riso;
- i fagioli;
- la verza;
- il salam d’la duja;
- il paesaggio delle risaie.
A questi simboli si aggiunge oggi la protagonista assoluta della nuova versione: la rana.
La rana, simbolo delle risaie novaresi
Chiunque sia cresciuto tra Novara, la Bassa e le grandi distese allagate delle risaie conosce il ruolo della rana nell’immaginario locale.
Per generazioni ha rappresentato una presenza costante del paesaggio agricolo, al punto da diventare un vero simbolo della cultura contadina novarese.
Ma non solo.
La rana è anche protagonista di numerose preparazioni della cucina tradizionale del territorio, una gastronomia nata dall’incontro tra l’uomo e l’ambiente delle risaie.
Per questo motivo Gianfranco Quartaroli ha immaginato una seconda versione dell’anello in cui il serpente lascia spazio a una raffinata rana in bassorilievo, scolpita al centro del sigillo.
Una scelta che rende il gioiello ancora più legato alla storia e alle tradizioni del Novarese.
Un omaggio alla cucina delle campagne
Se il serpente rappresenta l’aspetto più araldico e simbolico della Paniscia, la rana richiama invece il lato più autentico e popolare della vita nelle campagne.
È un tributo ai mondi che hanno costruito l’identità del territorio:
- le mondine;
- i coltivatori di riso;
- le cascine;
- i canali irrigui;
- le tradizioni gastronomiche tramandate di generazione in generazione.
L’anello diventa così non soltanto un oggetto di design, ma una vera dichiarazione d’amore verso il Novarese.
Il paesaggio inciso nell’oro
Nel rendering della nuova versione, l’anello viene ambientato davanti alle risaie illuminate dalla luce del tramonto.
Sullo sfondo si staglia la maestosa Cupola di San Gaudenzio, il monumento più rappresentativo della città di Novara e capolavoro dell’architettura ottocentesca italiana.
L’immagine riunisce in un solo colpo d’occhio i tre elementi fondamentali dell’identità novarese:
- la città;
- le risaie;
- la tradizione gastronomica.
Un racconto visivo che trasforma un anello in un simbolo territoriale.
Due anime, un’unica identità
Il progetto immaginato da Gianfranco Quartaroli si sviluppa oggi in due interpretazioni complementari.
Versione Serpente
Elegante, araldica e iconica.
Ispirata ai grandi sigilli nobiliari italiani e pensata come emblema della Paniscia.
Versione Rana
Territoriale, agricola e profondamente legata alle risaie.
Un omaggio alle tradizioni gastronomiche e alla memoria delle campagne novaresi.
Due simboli differenti, ma un’unica radice: il legame indissolubile tra Novara, il riso e la sua cultura.
Un progetto che racconta il territorio
In un’epoca in cui il lusso tende sempre più a cercare autenticità e significato, questo anello rappresenta qualcosa di raro: un gioiello capace di raccontare una comunità.
Con le sue versioni dedicate al serpente e alla rana, il Chevalier della Paniscia Novarese ideato da Gianfranco Quartaroli non è soltanto un esercizio di design, ma un tributo alla storia, alla cucina e all’anima di una delle terre più caratteristiche del Piemonte.
Perché le grandi tradizioni non si limitano a essere conservate.
Possono essere indossate.
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