Dal punto di vista storico, è molto difficile stabilire con certezza se sia nata prima la paniscia novarese o la panissa vercellese.
Quello che gli storici della gastronomia considerano più probabile è che nessuna delle due sia nata prima dell’altra nella forma attuale. Entrambe deriverebbero infatti da un’antica preparazione contadina comune, diffusa in gran parte del Piemonte orientale e della Pianura Padana, realizzata inizialmente con miglio (panìgo), orzo e altri cereali molto prima dell’arrivo del riso.
Le parole paniscia, panissa, paniccia e panizza sembrano essere tutte figlie della stessa radice etimologica (panicum = miglio). Questo suggerisce che esistesse originariamente una sorta di “famiglia” di piatti simili, che nel corso dei secoli si è evoluta in modo diverso nei vari territori.
Si può quindi affermare che:
- L’antenata comune delle due preparazioni è probabilmente più antica sia della paniscia sia della panissa.
- Con l’espansione della coltivazione del riso tra il XV e il XVI secolo, le ricette locali si differenziarono.
- Nel Novarese si consolidò la paniscia, con verza, fagioli e salame della duja.
- Nel Vercellese si sviluppò la panissa, con caratteristiche proprie e senza verza.
Se però parliamo del nome scritto nei documenti, alcuni studiosi ritengono che la forma “panissa” sia linguisticamente più antica e più diffusa nell’Italia nord-occidentale, mentre “paniscia” rappresenterebbe una successiva evoluzione dialettale tipica dell’area novarese.
Questo non significa che il piatto vercellese sia nato prima: significa solo che la parola “panissa” potrebbe avere una documentazione storica più antica.
La conclusione più corretta è quindi:
Non è la paniscia a derivare dalla panissa, né la panissa dalla paniscia. Entrambe derivano da una tradizione alimentare molto più antica, comune alle campagne piemontesi, che si è poi differenziata nei secoli dando origine a piatti e nomi diversi.
Questa è una chiave narrativa molto interessante: “Paniscia e Panissa non sono madre e figlia, ma sorelle nate dalla stessa antica famiglia contadina.”
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